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Khùtbah di Ramaḍān

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الحلاجي محمد
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General Khùtbah di Ramaḍān

مُساهمة من طرف الحلاجي محمد في الثلاثاء 31 مايو - 18:59:25

Nel nome di Allàh, il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.
Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo esclusivo per esser Destinatario di Lode. Noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui la nostra lode innalziamo, solo di Lui, l’Altissimo Onnipotente, nel bisogno invochiamo il soccorso e solamente a Lui, il Misericordioso il Clementissimo, rivolgiamo il nostro ringraziamento; soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; soltanto a Lui chiediamo perdono; a Lui chiediamo di guidarci sul retto sentiero; infatti solamente chi è guidato da Allàh cammina sul retto sentiero, che a Lui conduce, mentre per colui che Allàh non guida non troverai maestro in grado di portarlo sulla retta via.
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Rendo testimonianza che non c’è divinità tranne Allàh, l’Uno, l’Unico e l’Uni-personale, il Quale non generò né fu generato e che non ha compartecipi nella Sua divinità. Nessuna persona e nessuna cosa, che sono di Lui creature, possiede la qualità divina. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.
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Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato come misericordia per tutti gli universi con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, assolse la Missione affidatagli da Allàh, sforzandosi per il successo della Causa di Allàh, Altissimo, fino a quando si spense, lasciandoci un’eredità, la cui notte è luminosa come il giorno e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.
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O Allàh, benedici il tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci sono stati e non ci saranno più Messaggeri, i suoi Familiari e i suoi Compagni, che Allàh si compiaccia di loro.
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O credenti, esorto voi ed esorto me stesso al Timore di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, e all’Obbedienza ai Suoi ordini e ai Suoi divieti, mettendvi in guardia dalla disobbedienza ad essi, perché un giorno, gli uomini saranno fatti uscire per categorie, perché vedano le loro azioni; (6) e chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà (8) [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8].
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Numerose sono le ayāt che invitano al Timore di Allàh, rifulga lo Splendor della Sua Luce. Dice l’Altissimo; e qui ve le rammento, perché il rammentare giova ai credenti.
(18) O voi che credete, siate timorati di Allàh, e consideri ognuno ciò che ha messo innanzi per domani. Sì, siate timorati di Allàh! In verità, Allàh è bene informato di quello che fate.
(19) Non siate come quelli che hanno dimenticato Allàh, per cui Egli ha fatto loro dimenticare loro stessi! Quelli sono i perversi!)//
(20) Non sono eguali i compagni del fuoco e i compagni del Paradiso. Sono i compagni del Paradiso coloro che hanno successo. //
(21) Se noi facessimo scendere questo Corano su un monte, lo vedresti umiliarsi e spaccarsi per il timor di Allàh. Questi sono i paragoni che Noi offriamo agli uomini, affinché essi riflettano.//
(22) Egli è Allàh, all’infuori del Quale non c’ è divinità, il Conoscitore dell’Invisibile e del Visibile. Egli è il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.
(23) Egli è Allàh , tranne il Quale non c’è divinità. Egli è il Re, il Santo, la Pace, il Fedele, il Sorvegliante, al-’azìz (il Possente), l’Impositore irresistibile del suo dominio, il Sovrastante in grandezza. Incondivisa è la divinità di Allàh ed Egli è ben al disopra di ciò che Gli associano.
(24) Egli è Allàh, il Creatore, il Produttore, il Formatore. A Lui appartengono i nomi più belli. Tutto ciò ch’è nei Cieli e nella Terra proclama la Sua divinità incondivisa ed Egli è al-’azìz (il Possente), il Sapiente.
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L’Islàm, il sistema di vita, coerente ai precetti divini e profetici, onnicomprensivo e razionale, si basa su cinque elementi strutturali fondamentali [al-arkānul-Islāmi-l-khàmasatu] i quali sono: la professione di fede [aš-Šahādatu], i quotidiani cinque riti d’adorazione [aṣ-ṣalawātu-l-khàmsatu], l’imposta coranica sulla ricchezza [zakātu-l-māl], il digiuno del sacro mese di Ramadan [àwmu Ramaḍān] e il pellegrinaggio alla Mecca, per chi ne ha le possibilità economiche e fisiche [àggiu-l-bàyt].
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Il digiuno del mese di Ramadan sulla base dell’insegnamento profetico è il QUARTO PILASTRO DELL’ISLĀM e Ramadàn è il mese della nona rotazione della Luna attorno alla Terra e può essere di ventinove o trenta giorni a seconda del tempo di rotazione della Luna attorno alla Terra; esso è il nono mese del calendario islamico.
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C’è un proverbio astronomico italiano che in relazione alla “gobba” della luna nel suo percorso celeste, dice: gobba a ponente [occidente] luna crescente, “gobba a levante [oriente] e luna calante. È dall’avvistamento del primo hilāl che ha da avere inizio il digiuno. Il Sublime Corano, infatti, è esplicito: il mese di digiuno inizia a partire dall’arco diurno seguente alla notte, in cui è avvenuto l’avvistamento della prima falce di luna nascente, quando la luna è uscita dalla congiunzione con il sole e dura fino all’avvistamento della falce di luna successiva al novilunio del decimo mese lunare. Pertanto è necessario attendere l’annuncio dell’avvenuto avvistamento per dare inizio alla devozione mensile.
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Il mese di Ramadan è il mese più sacro di tutto il calendario islamico, perché Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, il quale ha dato a ogni lasso di tempo un momento particolarmente più sacro [durante il giorno i cinque orari del rito di adorazione, durante la settimana il venerdì (il giorno festivo islamico], durante l’anno ha sottolineato la maggior sacertà del mese di Ramadan rispetto agli altri mesi.
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In questo mese benedetto, di cui il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria ha chiamato sàyyidu-sh-shuhūr [il signore dei mesi], il musulmano, in obbedienza al precetto coranico, si astiene dal soddisfare, durante l’arco diurno del giorno, tutti i propri istinti, quali il mangiare, il bere, l’avere rapporti sessuali, cioè gli istinti basilari dell’esistenza: l’istinto di conservazione individuale e l’istinto di conservazione della specie.
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E poiché Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, nel dare norme di vita alla sua creatura umana ha posto nel suo codice i principi base dell’equilibrio e della giustizia, egli autorizza l’astinenza dal digiuno durante l’arco notturno, che va dal tramonto del sole al primo chiarore antelucano. Il mese di Ramadàn è ricco di benefici per la salute dell’anima e del corpo dell’individuo, per la realizzazione dell’armonia dei rapporti familiari e dell’equilibrio nelle relazioni sociali.
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La creatura umana, nel suo continuo ed interrotto alimentarsi durante l’anno, accumula un certo numero di residui nocivi nell’intestino, che esso, essendo esso chiamato in continuazione a lavorare senza essere quasi mai messo nella condizione di riposo, non riesce a smaltire. L’astinenza dal mangiare e dal bere permette all’intestino di smaltire questi residui e di risposare; ed è per questo che i medici per molti disturbi non solo gastrointestinali, ma anche di portata più generale consigliano il digiuno.
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A livello spirituale il mese sacro è una scuola, la scuola dei trenta giorni, come venne chiamata. Questa scuola, come una palestra, educa l’individuo a controllare gli aspetti materiali dell’esistenza umana, che lo sospingono all’appagamento tutti i propri istinti. Questo self-control promosso dal digiuno tengono a bada la malattia nefasta, che vede la materia sopraffare il sentimento.
Lo spirito si educa in questo mese anche alla pazienza e alla perseveranza. È grazie anche a questo, infatti, che non pochi sono riusciti ad allontanarsi da molti di quei vizi, che comportano dipendenze materiali.
In questo mese, il musulmano è costretto a provare la sofferenza di chi non mangia e non beve non per devozione, ma per l’ingiustizia che governa il mondo, dove impera il dio denaro, per cui la sofferenza lo porta a essere più comprensivo, se non sensibile nel confronto del povero che non trova con cosa sfamare sé e magari anche la propria famiglia.
Il digiuno è una prevenzione, una protezione, in quanto esso disciplina gl’istinti procreativi dell’uomo. Per questo motivo il profeta Muhammad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, il quale, ricordando i problemi sociali posti dalla sessualità, ha ordinato di sposarsi ai giovani che abbiano le capacità di mantenimento economico e fisico di una famiglia e ha prescritto a coloro che non le hanno, di digiunare fino a che non le avranno.
Il digiuno educa al buon governo dello spirito e del corpo ed è medicina efficace per guarire molte malattie individuali e sociali, nonché di prevenirne l’insorgenza. Oltre a questi benefici materiali e spirituali, il musulmano il che rispetta i precetti del digiuno si rende meritevole di una ricompensa nella vita futura, una realtà che Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, ha promesso ai fedeli che praticano il digiuno, dicendo in un hadith qudsi [cioè riportato dal Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, e riferito ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce]:
Il digiuno è Mio, e Io ne sono la ricompensa, poiché l’uomo ha abbandonato il proprio piacere e il proprio mangiare e bere per Me. Il digiuno è protezione, e chi digiuna ha due momenti di gioia: una è quella che prova quando rompe il digiuno e l’altra quando incontra il proprio Signore [o come disse]”.
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O Allàh, benedici ed abbi in gloria il Tuo Servo e Apostolo Muhàmmad,
il quale assolse il compito che gli fu da Te affidato per la salvezza dell’umanità dal fuoco. Compiaciti della sua Famiglia, dei suoi quattro successori custodi dell’ortodossia islamica, Abu Bakr, Omar, Othmàn e Alì, , di tutti i sui Compagni e dei loro Seguaci, come pure di chi segue l’insegnamento del Profeta e pratica la sua linea di condotta; e, infine, compiaciti di noi in virtù della Tua clemenza, della Tua generosità e della Tua grazia.
O Allàh, dà gloria e potenza all’Islàm e ai musulmani! O Allàh crea la concordia tra i loro cuori, unifica le loro schiere, raccogli nella Parola della Verità le loro diversità.
O Allàh, noi ti chiediamo tutto il bene di cui abbiamo conoscenza e di tutto quello che ignoriamo; e Ti chiediamo protezione dal male, di cui abbiamo conoscenza e di quello che non conosciamo; noi chiediamo il Tuo compiacimento e il Paradiso e chiediamo protezione dalla Tua riprovazione e dall’inferno.
O Allàh, rendici facile la vita, apri i nostri petti, soddisfa i nostri bisogni; non punirci per i nostri peccati, non distruggerci per quello che fanno gli stolti, proteggici dal male della corruzione sia di quella che si vede che da quella nascosta e tieni lontano da noi delle prove, dalle quali solo tu puoi tenerci indenni.
Signor nostro, abbiamo fatto torto a noi stessi e se Tu non ci perdoni e ci usi misericordia, finiremo tra i perdenti. O Signor nostro, dacci il bene nella vita terrena e il bene nella vita futura e scampaci dal fuoco.
O credenti,
Allàh ordina la giustizia, la buona condotta, di aiutare il prossimo e di proibisce le sconcezze le cose riprovevoli e l’iniquità. Vi esorta a riflettere perché siate consapevoli; perciò rammentatevi delle grazie di cui Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, vi ricolma e siate a Lui riconoscenti per le Sue grazie! Ricordavi di Lui, perché il Ricordo di Lui è ancor più grande cosa. Sappiate che Allàh, l’Altissimo, conosce il vostro agire.
Concludo il mio discorso, chiedendo ad Allàh, l’Altissimo, di mantenermi sulla retta via e di mantenere su essa anche voi, grazie al Suo Libro Generoso.
Chiedo perdono ad Allàh per me, per voi e per tutti i Musulmani. Chiedete anche voi il Suo perdono!
In Verità, Egli è il Clementissimo Perdonatore.


___________مَا يَلْفِظُ مِن قَوْلٍ إِلَّا لَدَيْهِ رَقِيبٌ عَتِيدٌ___________

Chi crede in Allah e nell'Ultimo Giorno dica bene (del prossimo) o taccia



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